“Figa” al Nord (veneto, lombardo, toscano) è parola talvolta tabù, al confine della parolaccia: volgarmente è l’organo sessuale femminile.
Ma nell’uso comune?
Ironia goliardica pura, tra amici, in auto, al bar: un ghigno complice che strappa sorrisi.
PHIGA coglie il gioco provocatorio in ΦGA: tre lettere unisex su t-shirt e felpe basic.
Provocazione leggera, da indossare.
Parola usata come Slang che accomuna per battuta e simpatia: goliardia everyday.
• Veneto: “Te gà na machina/moto massa figa!” – per una bella bestia su ruote
• Milano paninara: “Stra figaaaa!” – battuta street Anni ’80-90, zero filtri.
• Toscana: “La moglie del Gianni le un bel pezzo di Figa!” – in contesti amicali, ironia toscana doc.
Musica: Elio e il tabù surreale
Elio e le Storie Tese inchiodano la parola in: “La visione della figa da vicino” (1993), ritornello che sottintende tutto con genio milanese.
Goliardia intelligente.
Pino Daniele e il tabù blues
Pino Daniele usa la parola per rafforzare il concetto in “Che Dio ti benedica (che fica)” (1992): un blues napoletano che sottintende il tabù con genio surreale,
“che fica” ripetuto nel ritornello, goliardia auto ironica da cantare.
Cinema e fumetti: parolaccia pop
• Amici Miei (toscano): Un gruppo di amici maturi che tra una zingarata e l’’altra la sganciano suscitando ilarità ed epicità comica.
• Fantozzi e i B movie di Natale (lombardo): sogni tabù in salsa fantozziana.
• Fumetti: Dylan Dog, slang veneto-noir con twist provocatorio.
PHIGA STYLE: ribalta il tabù facendolo diventare grafica e parola giocosa e positiva.
Creando momenti di complicità che rompono il ghiaccio
Leggerezza intelligente da indossare tutti i giorni.
PHIGA STYLE
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